|
Volantino -
7 marzo 2009 - Scarica
il volantino
Finalmente
"Il Punto" abbandona una veste grafica illeggibile ed antiquata.
Sembra nuovo, ma le posizioni riportate appaiono invece scritte sotto
dettatura forzata e raccontano le solite favole già sentite e ribattute,
punto per punto, in Consiglio Comunale.
1. Tempo
di crisi. Come lo affrontiamo.
Per il decimo anno consecutivo, da quando nel 1998 è stata introdotta
la possibilità di istituire l'addizionale comunale sull'IRPEF, il Comune
di Inveruno ha deliberato di non applicare questa tassa ai propri
cittadini. In base alle aliquote medie applicate nel Castanese questo si
traduce, per il 2009, in circa 500.000 euro che sono rimasti a
disposizione dei cittadini inverunesi e furatesi. Un vero e proprio bonus
nei confronti delle famiglie, nell'ottica di una concreta attenzione ai
redditi in un periodo di difficoltà e ristrettezze. Tuttavia, nonostante
la crisi, il Bilancio 2009 ha stanziato maggiori risorse per gli
interventi in campo sociale e confermato gli interventi già attuati negli
anni scorsi in favore di minori, famiglie, anziani e disabili. Inoltre,
grazie alla riduzione dei tassi di interesse sui mutui comunali, si
renderanno disponibili ulteriori risorse economiche per contributi a
sostegno di persone e famiglie in difficoltà.
2. La
valorizzazione del nostro patrimonio
La vendita di immobili di proprietà comunale, nell'ultima
legislatura, ha interessato un unico terreno di 6.000 mq. in via Fattori e
dalla cessione di questa area sono stati ricavati 645.000 euro destinati
esclusivamente al finanziamento dell'Asilo Nido. L'Amministrazione
perciò, tanto per usare un paragone, ha agito come un padre che vende un
terreno incolto per costruire la casa ai propri figli! Nell'elenco
riportato da "Il Punto", soltanto per trovare a tutti i costi
argomenti per avvalorare la tesi di un Comune che spende male i soldi dei
cittadini, sono state però inserite anche altre aree tra cui addirittura
un terreno artigianale/industriale in via Fattori messo all'asta nel
lontano 2001, il cui ricavato è stato utilizzato per realizzare la nuova
sede della Biblioteca. Le entrate derivanti dalla vendita di queste due
aree, non funzionali alle attività istituzionali del Comune, non si sono
perse in varie destinazioni come vorrebbe far credere il Centro Sinistra,
ma sono state interamente destinate ad investimenti in due opere pubbliche
ben precise di cui è indiscutibile l'importanza per la nostra comunità:
I'ASILO NIDO e la BIBLIOTECA. Giova ricordare, anche per far chiarezza
nella confusione mentale di qualche "avveduto ex
amministratore", che le due aree in questione non rientrano tra
quelle acquisite con sacrifici delle precedenti generazioni ma sono
pervenute gratuitamente al Comune attraverso un piano di lottizzazione
industriale approvato nel 2000. Gli altri immobili citati nell'elenco de
"Il Punto" sono stati inseriti nel piano di valorizzazione e
alienazione del patrimonio comunale, uno strumento previsto da una recente
normativa statale per consentire una gestione più efficiente dei beni
degli enti pubblici, approvato nello scorso mese di gennaio. L'attuale
Amministrazione, come è stato affermato in Consiglio Comunale, intende
procedere con la vendita del solo fabbricato che oggi ospita la caserma
dei vigili del fuoco, allo scopo di finanziare la nuova caserma per la
quale è già stata individuata e acquisita, in cessione gratuita grazie
ad un piano di lottizzazione, un'area in Corso Italia. Dove si sarebbe
potuta realizzare la nuova caserma per i nostri pompieri se fosse stata
attuata la previsione del Piano Regolatore targato Mainini che, proprio in
quest'area, prevedeva invece la possibilità di costruire una grande
struttura alberghiera?
Riguardo al Piano
Regolatore, concepito da illustri esponenti del Centro Sinistra che oggi
sembrano disconoscerne la paternità, è forse opportuno ricordare che lo
stesso prevedeva di far crescere Inveruno fino a raggiungere 12.000
abitanti ma che in realtà la popolazione residente al 31/12/2008 era di
8.582 abitanti e negli ultimi 10 anni è aumentata soltanto di 400 unità.
3. Il
progetto di un'oasi naturalistica in Corso Italia
La notizia dell'acquisto da parte del Comune dell'area dell'ex
depuratore è apparsa su tutti i giornali locali. A dire il vero
l'obiettivo di valorizzare quest'area, di notevole pregio ambientale, e
procedere alla bonifica delle vasche con l'obiettivo di trasformarla in un
vero e proprio parco naturalistico era riportata a chiare lettere nel
programma amministrativo del Sindaco Crotti. La delibera di acquisto, per
600 mila euro da pagare in 20 anni, approvata dal Consiglio nello scorso
mese di gennaio rappresenta perciò la conclusione di un lungo e complesso
percorso finalizzato ad assicurare al patrimonio comunale non solo l'area
già utilizzata, grazie alla convenzione in essere con Tutela Ambientale
del Magentino, e mantenuta in questi anni grazie alla preziosa
collaborazione dell'associazione pescatori, ma anche dei restanti 50.000
mq. già bonificati che il Comune finora non ha potuto utilizzare. La
proprietà, e quindi la piena disponibilità, di queste aree, 93 mila mq,
da parte del Comune consentirà di gestire, in piena autonomia, tempi e
modalità del processo di trasformazione a parco urbano e di accedere a
contributi, anche a fondo perduto, per la parziale bonifica del sito e
garantirne un maggior utilizzo da parte della cittadinanza.
4. Area
ex Belloli
La proposta di acquistare o espropriare l'area ex Belloli, presentata e
tanto sbandierata dalle opposizioni, se accolta in questo momento, rischia
di coinvolgere il Comune in una controversia legale riguardo alla
definizione della proprietà che si trascina ormai da anni. L'atto con cui
la società all'epoca proprietaria, nel luglio 2000, ha venduto l'area ad
una società immobiliare è stato infatti impugnato da alcuni soci e
tuttora, nonostante diverse pronunce giudiziarie, non è possibile
definire con certezza il legittimo proprietario ed il valore economico
della stessa ne è possibile determinare in quanto tempo verrà risolta
l'intera vicenda. La riqualificazione di quest'area è, senza dubbio, un
obiettivo importante per il futuro del nostro paese che ogni
amministrazione desidererebbe realizzare. Tuttavia, proprio per la
controversia legale in corso, non si può far altro che constatare che al
momento, nonostante tutta la buona volontà di maggioranza e opposizione,
non ci sono le condizioni per instaurare una trattativa proficua.
5. La
piazza: soldi spesi bene!
I lavori per la riqualificazione di Piazza San Martino procedono
come programmato e si concluderanno nel termine previsto dall'appalto.
Tutti possono osservare il quotidiano avanzamento dei lavori e molti
iniziano ad apprezzarne il risultato finale. L'intervento è costato
complessivamente circa un milione euro. Tutti spesi bene? Si, senza
dubbio! La necessità di quest'opera, attesa da anni, era condivisa da
tutte le liste che si erano presentate alle elezioni del 2004 e che
l'avevano inserita come prioritaria nel loro programma elettorale. Su
questo punto difficilmente potremmo essere smentiti visto che il Bilancio
di Previsione 1995 predisposto dalla Giunta Mainini, a seguito dei lavori
di rifacimento delle reti fognarie, gas e acqua che avevano compromesso la
storica pavimentazione in porfido, prevedeva la riqualificazione della
piazza con una spesa complessiva di un miliardo e 800 milioni di lire
ovvero circa 929.622 euro. |
|