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FORZE POPOLARI per INVERUNO e FURATO Lista Civica - Gruppo Consiliare |
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Intervento del Sindaco al Convegno "Marcora e la sua eredità: una storia che continua" - Inveruno, 9 febbraio 2008 Carissimi, è con grande piacere che, a nome di tutta la comunità inverunese, rivolgo a voi tutti un caloroso saluto di benvenuto e un sentito ringraziamento per la vostra presenza a questa commemorazione che l'Amministrazione Comunale ha voluto per ricordare il suo illustre concittadino Giovanni Marcora, nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa. Mi sia consentito salutare e ringraziare innanzitutto i figli, Luca, Simone, Barbara e la sorella Mariuccia. Saluto inoltre le autorità civili che accettando l'invito dell'Amministrazione e del Cepam, sono intervenute in rappresentanza di diversi livelli istituzionali. Un cordiale saluto ai relatori di questo convegno, alle autorità religiose e militari ed ai numerosi sindaci di diversi comuni della provincia che sono qui presenti, testimoniando la stima e l'affetto di cui Marcora godeva anche fuori dal suo paese natale. Ritengo doveroso infine ringraziare coloro che hanno aderito al mio invito, formulato qualche mese fa in Consiglio Comunale, per ricordare Marcora a livello locale in questo significativo anniversario: mi riferisco a Cepam, nella persona del dottor Mainini, all'Associazione Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo di Dio di Inveruno e Busto Arsizio, alla Fondazione Amici di Marcora, alla Fondazione Enti Locali e a quanti a diverso titolo hanno contribuito all'organizzazione di questa giornata. Sono trascorsi ormai già 25 anni dalla prematura scomparsa di Giovanni Marcora, stroncato da un "male incurabile" il 5 febbraio 1983. Raccontare di Marcora in poche parole non è facile: la sorte non mi ha consentito di conoscerlo bene direttamente per poter esprimere un ricordo personale, ma il rispetto e la stima di molti che con "Albertino" sono cresciuti ed hanno condiviso l'esperienza della Resistenza e della militanza politica rendono il suo ricordo vivo e familiare a tutti i miei concittadini che in molte occasioni riferiscono episodi che hanno vissuto e condiviso con lui. Il mio ricordo personale di Marcora è legato a pochi interventi pubblici a manifestazioni a cui partecipava come Sindaco, soprattutto alla Fiera, e al giorno dei suoi funerali a cui presero parte le più alte cariche dello Stato, numerose personalità del mondo politico ed imprenditoriale ma soprattutto da moltissimi partigiani e da tanta "gente comune" che di Marcora apprezzava l'intelligenza e la sua schietta e profonda umanità. Nell'arco della sua vita, alimentata da valori umani e cristiani, ha contribuito in modo notevole al progresso umano e civile dell'Italia, a partire dalla partecipazione attiva alla Resistenza cui prese parte con entusiasmo all'indomani dell' 8 settembre. Non è possibile raccontare di questo periodo decisivo nella sua formazione umana e politica senza ricordare che Albertino apparteneva ad una generazione di giovani - alcuni dei quali sono qui oggi a testimoniarlo - che negli anni difficili e violenti della Seconda Guerra Mondiale, affrontarono con coraggio ed entusiasmo i sacrifici ed i pericoli della lotta partigiana con il profondo desiderio di riconquistare la pace e la libertà. L'educazione ricevuta nell'ambito dell'oratorio da sacerdoti quali Don Piero Bonfanti e Don Giuseppe Albeni fu per Marcora - così come per molti altri giovani inverunesi che lo seguirono prima nelle fila della Brigata Gasparotto e più tardi nel Raggruppamento Patrioti Alfredo di Dio - all'origine del suo impegno civile e politico. Nell'esperienza travagliata della Resistenza, che segna il riscatto morale dell'Italia dopo il Ventennio, Marcora diventa da subito uno dei punti di riferimento più riconosciuti nell'organizzazione partigiana cattolica. Le stesse ragioni che motivarono il suo impegno come partigiano lo portarono negli anni successivi ad affrontare la sfida della ricostruzione materiale e morale della nazione sia in ambito professionale sia attraverso l'impegno politico nella Democrazia Cristiana dapprima a livello locale e quindi a livello nazionale. Animatore della "Base", fu segretario provinciale della Dc milanese, membro del Consiglio Nazionale del partito, candidato senatore ed eletto nel collegio di Vimercate nel 1968. Per un lungo periodo, dal 1974 al 1980, come Ministro dell'Agricoltura dimostrò un'inossidabile tenacia nel seguire l'evolversi della politica agricola della Comunità Europea con l'obiettivo di contrastare l'impoverimento dell'agricoltura nazionale creando, anche attraverso il rinnovamento, le condizioni per la sopravvivenza e lo sviluppo economico dell'Italia. Contribuì notevolmente progresso civile, economico e sociale italiano ricoprendo l'incarico di Ministro dell'Industria, presentando e facendo approvare la legge sull'obiezione di coscienza. Marcora, nonostante avesse assunto notevoli impegni pubblici a Roma e a Bruxelles, non ha mai allentato il suo legame con Inveruno, suo paese natale. Dal 1970 al 1975 e dal 1980 fino alla morte è stato Sindaco. In questi anni, contando sulla collaborazione di alcuni fidati amici di gioventù e di giovani amministratori, non trascurò affatto il suo impegno istituzionale di Sindaco. Diceva di accontentarsi della normale amministrazione, ma con lui si realizzarono importanti lavori di viabilità, si costruì la nuova Scuola Media, si realizzarono case popolari, si posero le basi per ammodernare la caserma dei Vigili del Fuoco e costruire la casa di riposo. Definisce con la proprietà l'accordo per l'acquisto di Villa Tanzi Mira, l'attuale sede del Municipio. Riconoscenti ed onorati di aver avuto tra noi un grande uomo e un illuminato statista, gli inverunesi non hanno mai dimenticato la sua figura: a lui sono state intitolate la via principale e l'Istituto di Istruzione Superiore. Nel parco comunale gli è stato dedicato un monumento ideato dall'artista Remo Brindisi. In suo nome viene assegnato il Premio Europeo per l'Agricoltura ed il trofeo più importante alla mostra zootecnica dell'Antica Fiera di San Martino. In tempi più recenti, l'Amministrazione Comunale ha istituito un premio di laurea per rinnovare tra le giovani generazioni la memoria dell'illustre concittadino. La figura di Giovanni Marcora, la sua franchezza, la sua concretezza, il profondo senso dello Stato, le sue intuizioni, i suoi progetti fanno parte della storia della nostra piccola comunità e di quella italiana e rappresentano ancora oggi un importante punto di riferimento per chi si dedica all'Amministrazione della Res Publica. Per l'affetto che lega la nostra gente alla sua figura e per la sua attualità e modernità, nelle diverse ricorrenze dell' anniversario della sua scomparsa, Inveruno ha sempre reso omaggio a Giovanni Marcora.In questa ricorrenza significativa il suo paese natale gli rende omaggio con questo convegno dal titolo "Marcora e la sua eredità: una storia che continua" e domani con l'omaggio al monumento a lui dedicato, alla sua tomba e con una messa di commemorazione. Interpretando i sentimenti di molti miei concittadini, mi avrebbe fatto davvero piacere avere tra noi oggi il Presidente della Repubblica Napolitano a cui, diversi mesi fa, ho rivolto l'invito a presenziare a questa manifestazione. Purtroppo gli impegni del Capo dello Stato non hanno consentito di realizzare questo desiderio. Il Presidente Napolitano, mi ha comunque inviato un cordiale messaggio di saluto, che estendo a tutti, esprimendo "il suo apprezzamento per una iniziativa che ripropone l'attualità e il valore dell'impegno politico del Senatore Marcora, sempre attento nel perseguire, con azioni concrete e lungimiranti, il progresso sociale ed economico dell'italia nel più ampio contesto europeo". Sono certa che ciascuno dei relatori di questo pomeriggio, a cui mi accingo a cedere la parola, riuscirà a rendere testimonianza del valore e dell'eredità che Marcora ci ha lasciato. Personalmente ritengo che nell'attuale momento di crisi della politica italiana, manchino uomini della statura morale e del pragmatismo di Marcora che - come scrisse di lui Indro Montanelli - "apparteneva alla razza di quelli da contarsi sulle dita di una sola mano, che volevano fare. Non soltanto nella democrazia cristiana, ma anche negli altri partiti, dei Marcora si è perso lo stampo. Di un personaggio politico che muore è raro poter dire "Era un uomo". Di Marcora è impossibile dire altro. Maria
Grazia Crotti |
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